Emozioni..da esordio

Come raccontare certe domeniche, certe sensazioni..

Da giorni con l’ansia che ti buca lo stomaco, che per cenare te ne vai tutte le sere fuori, almeno sei costretto ad ingurgitare qualcosa, il sonno che si perde nei risvegli troppo mattutini, i pensieri che galoppano all’impazzata, la preoccupazione che ti divora..

Quasi come se dovessi giocare io, quante volte l’ho sognato. E in questa incertezza totale la necessità di immaginarti al mio fianco, a parlarne, ad incoraggiarmi, visto che sei stata artefice della rinascita, della guarigione, ed hai condiviso le mie paranoie per alcune decisioni sportive.

E quella promessa che mi accendeva..assistere sui quei maledetti gradoni alle prestazioni del giovane combattente..

Riavvolgi il nastro e ripercorri due anni durissimi, fatti di estrema sofferenza, dolore fisico e mentale. Rivedi corsie, visi, camici che si sono susseguiti, attrezzi, palestre, medici e fisioterapisti, luminari e occasionali. Chilometri di asfalto, tanti chilometri.

E scopri quanto ti siamo grati per il tuo intervento, il tuo sorriso che ha fatto decidere ed aspettare con tutta la tensione che si accumulava per aver visto svanire speranze, futuro, successo e sacrifici ad un bambino-adulto che ha avuto il coraggio di non mollare…e tu sai nel frattempo cosa accadeva, dimenticando forse il peso che un padre cercava di nascondere.. Un padre vero come orgogliosamente credo di essere.

Chi è stato determinante nel percorso di un figlio, resterà incancellabile, irremovibile, inalienabile, nei sentimenti e nella gratitudine fino alla fine dei nostri giorni. Grazie.

E con questo nella testa stamani, molto presto, ho deciso di affrontare il “mostro”.

Nel silenzio assordante di un giorno festivo non ci siamo nemmeno salutati, ognuno immerso nella propria immaginazione.

Sono passato a prendere la piccola, dolce Irene, preparata come se si recasse alla prima della Scala. Con altre temperature avrei abbassato la capote per farle sentire il vento ed il sole sulla pelle e farla rilassare con della buona musica.

Poi diretti allo Stadio. Mancavo da quasi 4 anni.

Biglietteria:

“Ma lei è…”

“No non sono nessuno, pago, grazie”

Praticamente in anticipo su tutti ci siamo accomodati su quella tribuna troppo grande per accogliere pochi, sparuti ed infreddoliti appassionati. Ma i raggi ci hanno baciato lungamente stemperando la tensione dello scontro sportivo ed accompagnato le ore trascorse ad ammirare solo Lui.

Pian pianino un po’ di gente è arrivata. Gli ultras stendevano i loro striscioni, rassegnati da una stagione infelice, anonima, lontani i tempi delle loro battaglie.

Poi il tocco sulle spalle..le mie.

Salvatore, ottantenne storico tifoso, che ogni domenica da Roma raggiunge la squadra ovunque giochi..un abbraccio lunghissimo, i miei occhialoni da vista, copiati a noti personaggi della tv, che si offuscano, le lacrime che faticano a trattenersi e l’ennesima promessa da mantenere…e poi come se avesse affrancato il resto dei timorosi tutti gli altri, dapprima forse riverenti, hanno deciso di seguirlo.

Ho visto uno dei giovani della Curva che ha sgranato lo sguardo e di soppiatto, come se non me ne accorgessi, diffondeva la voce della mia presenza….pensavo tra me e me,

“hanno visto un fantasma”.

Ma mi hanno ignorato con grande sollievo. Il protagonista era in campo e non volevo fosse distratto da qualche sterile contestazione. Al contrario la mia presenza ha scatenato quella contro l’attuale dirigenza. Una ruota che gira, una storia che si ripete.

E poi mi sono eclissato, come una volta, su quel prato verde che tanto mi ha tolto, ma tanto mi ha dato. Mi abbracciavo la piccola Morettina, meno nervosa di me, sperando di trovare nel sogno un’altra mora, quella immortalata nella foto di una rubrica che non ha più numeri.

La partita è andata così così. Riacciuffata nei tempi di recupero, quasi per miracolo, con grande sollievo, menagramo non voglio esserlo…e ci siamo allontanati in sordina, quasi a togliere il disturbo, mentre partiva la rabbia dei tifosi verso i calciatori per l’ennesima prestazione deludente.

Jacopo, un amore, riesce ad essere elegante, stiloso, anche nella corsa..lo dico da complice, tali siamo, ma anche perché è quello che si racconta di lui. Titolare fino a quando ne ha avuta di birra, quella buona, nelle gambe. Meglio del previsto per chi ha superato le vette più alte della tolleranza e della sofferenza umana. Ripartiamo dal basso, ma questo non ci ha mai spaventato. Ne ci spaventerà mai.

A fine partita mi arrivano le scuse della società per non avermi fatto trovare l’accredito (ingresso gratuito).

Ma non avevano capito..io quel biglietto lo avrei preso comunque. Lo terrò nei cassetti dei ricordi, delle storie belle, delle vittorie più oneste, semplici, sanguigne.

Spero di aver immortalato in queste poche righe una emozione. Questa per me è la vita, non quella suggerita o esaltata da un ripetuto, ridondante aforsisma, da stupide rivendicazioni, da illusorie esperienze vanificate dalla prima folata di vento…

Ti siamo immensamente riconoscenti, il tuo sorriso traverso, il tuo intervento, sostegno, ha posto fine, lo spero per sempre, ad una strada che era troppo irta. Sui quei gradoni c’eri, nei miei occhi, nella mia gioia, nella mia esultanza.

Thanks forever.

@Attilio

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31 risposte a "Emozioni..da esordio"

  1. Howard ti rispondo qui, non potendo fare altrimenti. Grazie del tuo pensiero e delle tue dritte informatiche. È come dici tu. Io credo di saper ascoltare, anzi ho necessità di parole che suggeriscano, che evidenzino i miei errori. Sento il bisogno di un complice, oltre mio figlio che è troppo giovane ed acerbo. E di conseguenza so fermarmi, fare passi indietro e ravvedermi o almeno ci provo. Ed ho una sola faccia. Bando alla gelosia…chi vuol capire capisca…non faccio il doppiogiochista, non sono alla ricerca di emozioni facili, potrei ma non servono a nessuno e non sono un opprimente coglione come vedo in giro, la notte dormo, non mi perdo a commentare ed a regalare likes da sciocco, e quanto, persecutore mentre parlo con i soliti dementi aforismi esprimendo concetti dei quali nemmeno conosco il significato mentre avrei solo da imparare se sapessi mezza messa..non alludo mai, non lancio messaggi mai, non litigo mai, non scrivo contro nessuno, ci metto la voce e la faccia e lascio il recapito telefonico quando accade. Il blog, vale per tutti, invece si rivolge sempre ad una sola persona..tutti ne abbiamo una. La mia nonostante tutto resta subliminale. Una stella che continuerà comunque a splendere, brillare, perché vive di luce propria..ho capito che posso ammirarla, mostrando me stesso, senza strategie “sciocche”

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      1. “Attilio Saturno gennaio 10, 2019 alle 7:23 am
        Grazie…sarà così. Non potrei diversamente davanti a tanta conclamata e sempre più pubblica e sconfortante pochezza”

        Perdona la banalità della domanda ma ti riferisci alla storia in se o ai singoli che ne fanno parte?

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  2. Ti penso e mi emoziono…ma che ne so..come dice Neruda “incomprensibilmente”.
    Ma ora è tempo di lasciare spazio ai nuovi sentimenti, ai nuovi sorrisi…magari alla serenità che non mi è stata concessa e che spero invece pervada il nuovo anno ed acquieti le menti ed i fegati..

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  3. Mi piacciono i papà come te, presenti, capaci di emozionarsi. Sei un tipo in gamba. Continua così e vedrai i tuoi figli comprendere i tuoi sforzi fatti per comprendere loro. Bravo Attilio. Un abbraccio. Isabella PS Per il resto fammi sapere quando ci sarà l’occasione per potersi incontrare. Ciao

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    1. Isabella ho ritardato un po’ il trasloco perché per mia fortuna ho concluso un aumento di capitale, molto importante, tanti soldi..ma tanti. Da ieri sono cittadino romano, quasi mi emoziono. Il 16 sono a Senigallia poi trasloco..e ci siamo…che fatica un anno esatto. Ma importante è fare i fatti…ti aggiorno

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      1. Tu sei un uomo del fare. Ormai ti seguo da tanto e tutto quello che hai scritto hai fatto. Sono abituata solo a vedere chiacchiere e grandi promesse. Tu sei grande nei sentimenti e nella vita. In bocca al lupo a tuo figlio e a te che torni a riprendere quello che avevi lasciato

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      2. Viva il lupo. Le passioni…e gli abbracci la mia rovina. Le promesse se si fanno si mantengono. Grazie ancora. Io vedo solo gente che scrive e parla contro gli altri, contro a prescindere, e mai con parole proprie. Contro il mondo. Io amo ridere, cantare, ballare e me ne fotto..libertà..Forse per celare i propri limiti ci si nasconde. Ma che ti frega…io parto sempre da un pensiero..l’importante che non abbiano a che fare con i miei figli..poi volgarità, rabbia, incapacità, superficialità…problemi loro. Lascia vivere e pensa solo se ritieni che puoi affidargli i tuoi affetti più cari..tanta felicità anche a te o

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      3. Illuminante. Vero..è difficile leggere parole positive, una rabbia universale. Mai che si spendano fiducia e speranza verso il futuro ed il prossimo. Mi piace l’idea di valutare le persone con un parametro così personale ed importante. Bravo. Come al solito. E ben ritrovato. Ciao Attilio.

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      4. Sei tu che sei sparita..secondo me in pochi si leggono, sono inconsapevoli. Io sto attento i figli leggono, gli altri leggono ed ho deciso di avere profili pubblici, altrimenti mi cancello. Per il resto tieni conto che ho fatto conoscere i miei figli solo ad una persona dopo la madre. Pensa quanto sono selettivo e che considerazione ho di questa persona, sempre lei poi. Ma a volte, ricorda bene, non si vuol vedere, sentire, capire. Loro hanno imparato ad amarla attraverso me…e forse il suo sorriso traverso, unico al
        Mondo, quindi metodo valido ed approvato.

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